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Sollecito di pagamento: modello e tono giusto

Il sollecito serve a farsi pagare, non a sfogarsi. I solleciti che funzionano sono brevi, citano numeri precisi, propongono un'azione concreta e mantengono aperto il rapporto. La progressione conta più del tono: primo promemoria gentile, secondo fermo, terzo con conseguenze indicate.

Cosa deve contenere

Errori che vediamo più spesso

Struttura tipo

OggettoSollecito di pagamento — fattura 2026/112
RiferimentoFattura n. 2026/112 del 11/09/2026, scadenza 11/10/2026
SituazioneImporto dovuto € 1.220,00 — 18 giorni di ritardo
RichiestaPagamento entro il 05/11/2026
PagamentoIBAN e causale da usare
ChiusuraContatto diretto per chiarimenti

Domande frequenti

Dopo quanti giorni si manda il primo sollecito?

Da 5 a 10 giorni dopo la scadenza, con tono neutro: molti ritardi sono semplici disguidi. Il secondo a 20-30 giorni, più fermo; il terzo indica le conseguenze e di solito arriva via canale tracciabile.

Posso chiedere interessi di mora?

In molti ordinamenti sì, entro limiti stabiliti per legge o per contratto. Workio non li calcola automaticamente: se intendi applicarli, aggiungili come riga e verifica le regole del tuo paese.

Meglio email o PDF allegato?

Entrambi: il testo dell'email rende immediata la richiesta, il PDF dà al reparto amministrativo un documento da protocollare. Workio genera il PDF e lo condivide dal telefono.

Come tengo traccia di cosa è stato pagato?

Workio registra i pagamenti anche parziali sul documento e ricalcola il residuo, così il sollecito riporta sempre l'importo davvero dovuto.

Documenti collegati

Crea il documento, non il file Word

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